Il carisma benedettino e la dignità del lavoro

Nel mondo greco, e in parte in quello romano, il lavoro non era “vita buona”, nè, tantomeno(…) era considerato attività degli uomini liberi, ma in realtà legata a rapporti di potere e di dominio.Durante il Medioevo, con i grandi movimenti monacali inizia una lenta ma radicale rivoluzione nel modo di intendere l’attività lavorativa(…) che comincia ad essere associata ad un valore positivo(…) dando così vita ad una vera e propria etica del lavoro.

Ancora oggi, nella scansione quotidiana del tempo del monastero, molta importanza rivestono i momenti di lavoro. Per il monaco il lavoro, sia esso manuale sia esso intellettuale, è partecipazione alla attività creatrice di Dio. Da questa consapevolezza nascono le opere e le innovazioni in ambiti diversi- dall’agricoltura all’artigianato- e, partendo dai monasteri, si diffondono in tutta Europa. San Benedetto fa, dunque, del lavoro quotidiano uno dei punti principali della sua concezione monastica, ne fissa l’orario, ne indica il senso, ne determina il valore mettendone in rilevo la dignità: non si lavora solo per necessità e per tenersi occupati, ma per ascesi. Il lavoro monastico,infatti, deve conciliarsi con l’ otium necessario per dedicarsi alla preghiera e alla contemplazione.

Fonti: Luigino BRUNI – Alessandra SMERILLI, Benedetta economia. Città Nuova Editrice

Chatta con noi!!!
Ciao,
Possiamo aiutarti?