L’Osservatorio di Montecassino: esempio di scienza nel chiostro – Parte 1

Dom Giuseppe Quandel: origine dell’Osservatorio

Papa Francesco, nella sua Enciclica “Laudato sì”, esorta a “coltivare e custodire” la terra e il Creato attraverso la nozione di “ecologia integrale”, la stessa coscienza ecologica integrale di cui nei secoli l’opera benedettina è stata testimone attiva attraverso il suo “ora et labora et lege”.

Le popolazioni contadine della Terra di San Benedetto avevano più volte espresso alle Comunità monastiche di riferimento il desiderio di poter avere notizie riguardanti il tempo e le sue variazioni, informazioni vitali per una economia essenzialmente agricola che basava e regolava i suoi ritmi su quelli della natura.

I Benedettini Cassinesi, sensibili a tali esigenze, avevano da sempre aiutato le genti dispensando consigli, accennando a prime forme di previsioni metereologiche, avvertendo, però, sempre di più la necessità di effettuare osservazioni con metodi scientifici che fossero ripetibili e confrontabili. Nel 1875, quindi, nel monastero di Montecassino, sotto la guida dell’abate d’Orgemont e grazie a dom Giuseppe Quandel, fu finalmente collocata una stazione meteorologica.

Il 20 marzo del 1864 un ex ufficiale dell’esercito borbonico aveva bussato alle porte dell’Abbazia chiedendo di mutare la propria divisa con l’abito benedettino e, divenuto Abate dopo Nicola D’Orgemont, fu proprio lui a dare l’avvio all’Osservatorio Astronomico:

“L’Osservatorio cominciò il suo cammino nel 1876 e le sue osservazioni furono da allora uno dei punti di riferimento della meteorologia italiana[…] Iddio ispira la scienza delle leggi che regolano le piogge, il freddo, i venti, e questa scienza nasce tra le mura dei chiostri benedettini […] “ 1

1B. Paoloni, Il contributo, cit. 211

 Bernardo Paoloni e L’Osservatorio di Montecassino: un esempio di scienza nel chiostro. Lavoro dell’Istituto IIS “Medaglia d’oro città di Cassino”

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