I viaggi della Fiaccola Benedettina: 2019, Cracovia e Auschwitz-Birchenau

Il 2019 è l’anno in cui le delegazioni delle tre città benedettine di Norcia, Subiaco e Cassino

vivono momenti emotivamente forti che restano impressi negli occhi e nel cuore di tutti i partecipanti.

Una prima tappa a sorpresa è la visita al Santuario di San Giovanni Paolo II accompagnati da Sua Eminenza Dziwisz, per quarant’anni segretario particolare del papa polacco.

Vedere la talare insanguinata indossata dal Papa il giorno dell’attentato il 13 maggio del 1981 è stato un inizio davvero forte e significativo per quanti erano al seguito della Fiaccola Benedettina. Ancora più forte se si pensa che fu proprio Papa Giovanni Paolo II ad aggiungere la parola “Pace” all’interno della definizione della Fiaccola, segno della grande importanza che il messaggio benedettino rivestiva anche per lui, che per due volte visitò l’Abbazia di Montecassino e nel 1979, nel giorno del suo compleanno, celebrò Messa nel cimitero polacco tra le tombe dei soldati del generale Anders.

Sabato 2 marzo la Fiaccola ha raggiunto il campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau: all’improvviso sembrava che non ci fosse nulla da dire, nessun commento, né considerazione da fare. Solo il silenzio risultava accettabile in quella irreale eppure concretissima realtà.

La Senatrice Anna Maria Anders, vicina col suo cuore a Montecassino, poiché figlia del Generale Władysław Anders che guidò il 2° corpo di armata polacco verso la liberazione dell’Abbazia nel 1944, ha voluto accompagnare e permettere l’ingresso della Fiaccola benedettina, e del messaggio di pace di cui si fa portatrice, all’interno di quello che oggi è un museo voluto per non dimenticare quanta barbarie l’uomo non molto tempo fa è stato capace di compiere.

Insieme alla Senatrice Anders, i rappresentanti dei tre Comuni benedettini con l’Abate di Montecassino, Dom Donato Ogliari, l’Arcivescovo di Spoleto Norcia, Mons. Renato Boccardo e i tedofori del CUS Cassino e delle città di Norcia e Spoleto, le delegazioni hanno raggiunto il “muro della morte”, testimone silenzioso di migliaia di uccisioni, ed hanno potuto deporre una corona di fiori.

“In un luogo di sofferenza ed efferatezza, in cui i nostri fratelli e le nostre sorelle hanno vissuto degli orrori, le parole perdono consistenza e lasciano il posto solo alla preghiera, ed è proprio quello che faremo utilizzando le parole che il Signore ci ha insegnato, per costruire un mondo che sia sempre più all’insegna della fratellanza” : così, dopo la deposizione della corona, l’Abate di Montecassino, ha introdotto la preghiera del Padre Nostro, invitando tutti, a recitarla a voce bassa, in una forma se possibile di ancora più rispetto per il luogo in cui ci si trovava.

Domenica pomeriggio, 3 marzo subito dopo la cerimonia della accensione della Fiaccola nella Basilica dei santi Stanislao e Venceslao, le delegazioni delle tre città benedettine hanno raggiunto l’abbazia benedettina di Tyniec dove ad accoglierli c’era l’Abate con la Comunità monastica.

Durante i Vespri, presieduti da S.E.Dom Donato Ogliari, Arciabate di Montecassino,

sono state accese dalla Fiaccola quattro lampade che da quel giorno illuminano con la luce della loro fiamma altrettanti monasteri benedettini in Polonia, “figlie” dunque della Fiaccola Benedettina Pro Pace et Europa Una.

 

Fonte : abbaziamontecassino.org

Servizio fotografico di Roberto Mastronardi